L’esercizio 2025 si è rivelato nuovamente positivo, registrando un rendimento complessivo del patrimonio del +5.14% (anno precedente: +6.10%), segnando così il terzo anno consecutivo con rendimenti superiori al 5%. Il risultato patrimoniale, sommato all’incremento delle riserve di contributi del datore di lavoro (RCDL) e alla remunerazione degli averi di vecchiaia degli assicurati dell’1.75%, ha permesso al grado di copertura globale di raggiungere il 72.9% (anno precedente: 68.2%), superando per la prima volta dal 2007 la soglia del 70% e tornando finalmente al di sopra del valore teorico previsto dal piano di finanziamento (68.9% a fine 2025). Rispetto all’anno precedente, la remunerazione degli averi di vecchiaia nel 2025 è rimasta invariata all’1.75% e il tasso tecnico al 31.12.2025 è rimasto invariato al 2%.
Il numero di assicurati attivi è aumentato di 130 unità a 17’321, mentre quello dei beneficiari di rendita di 46 unità salendo a 10’487, per un totale di persone assicurate a fine 2025 pari a 27’808 (anno precedente: 27’632). Il patrimonio disponi-bile (al netto quindi della RCDL ordinaria) è aumentato di 422 milioni raggiungendo quota CHF 5’913 milioni, mentre gli impegni sono aumentati di CHF 55 milioni a CHF 8’109 milioni.
Con effetto 01.01.2025 sono entrate in vigore le misure di compensazione per attenuare gli effetti della riduzione dei tassi di conversione e, conseguentemente, delle pensioni. La discesa progressiva dei tassi di conversione li porterà al 5.25%, a 65 anni, nel 2031. Da una parte gli accrediti di vecchiaia sono aumentati del +3% a tutte le età (finanziati tramite un aumento dei contributi a carico dei dipendenti e dei datori di lavoro così come deciso in occasione della votazione popolare cantonale del 9 giugno 2024), ciò che permetterà agli assicurati di aumentare il proprio capitale al momento del pensionamento. Dall’altro lato, il Consiglio d’amministrazione ha implementato le misure di propria competenza, introducendo in particolare l’accredito unico di compensazione (AUC) per tutte le persone attive assicurate in data 31.12.2023, ossia un capitale supplementare individuale che permette di con-tenere al -2% la riduzione della futura pensione a seguito della riduzione dei tassi di conversione. Tale AUC è stato finanziato principalmente dalle assicurate e dagli assicurati mediante la riduzione delle rendite vedovili in aspettativa introdotta nel 2021 e dalla remunerazione dell’1% nel 2019 a fronte di un rendimento per quell’anno del +9.53%.
Nel 2025 è continuata la costituzione delle RCDL (ossia un anticipo di contributi del datore di lavo-ro, che è stata l’esito politico del Messaggio governativo 7784), con l’emissione obbligazionaria, da parte del Cantone, di ulteriori tre tranche per complessivi CHF 400 milioni, che vanno ad aggiungersi ai CHF 100 milioni già raccolti nel 2024, per un totale di CHF 500 milioni di RCDL fin qui costituite. Il loro costo annuo medio totale è pari all’1.07% circa (a carico dell’IPCT). Il patrimonio complessivo dell’IPCT è così aumentato di ulteriori CHF 400 milioni che sono stati investiti secondo strategia, ciò che, nel lungo termine dovrebbe in teoria generare un rendimento netto supplementare a beneficio della situazione finanziaria della Cassa. Inoltre, di questi CHF 400 milioni aggiuntivi, 143 sono RCDL con rinuncia all’utilizzazione e possono quindi essere attribuiti al patrimonio disponibile per il calcolo dei gradi di copertura dell’IPCT (determinando quindi un immediato miglioramento degli stessi, seppur solo di natura contabile). Grazie agli apporti di RCDL, il patrimonio totale investito ha superato per la prima volta nella storia dell’IPCT la soglia dei CHF 6 miliardi.
Nel corso dell’anno l’IPCT ha inoltre provveduto ad implementare una leggera modifica della propria strategia d’investimento in vigore da marzo 2025, ora maggiormente allineata a quella delle principali casse pensioni svizzere paragonabili, aumentando in particolare la quota di azioni e immobili svizzeri a scapito delle obbligazioni, il cui rendimento continua ad essere assai modesto. Si è colto l’occasione di questo cambio di strategia per completare la transizione verso investimenti maggiormente sostenibili, in conformità con la direttiva interna ESG.