Riassunto piano previdenziale IPCT

(stato 1° gennaio 2019)

 

Dal 1° gennaio 2013 il piano previdenziale dell’IPCT si basa sul principio del primato dei contributi e ha le caratteristiche principali seguenti, ritenuto che per chi al 31.12.2012 era già assicurato all’IPCT e aveva almeno 50 anni di età è stata data, tramite la specifica norma transitoria (art. 24 della Legge sull’Istituto di previdenza del Cantone Ticino del 6 novembre 2012; in seguito «norma transitoria»), la garanzia delle prestazioni di vecchiaia alle diverse scadenze di pensionamento, calcolata secondo il piano previdenziale in vigore al 31.12.2012.


Assicurazione

L’assicurazione inizia con il rapporto di lavoro e uno stipendio annuo superiore ai ¾ della rendita AVS massima. Fino al compimento dei 20 anni i collaboratori sono assicurati esclusivamente contro i rischi d’invalidità e decesso; dai 20 anni anche per la vecchiaia.

 

Stipendio assicurato e quota di coordinamento

Lo stipendio assicurato corrisponde allo stipendio annuale meno la quota di coordinamento. La quota di coordinamento varia in funzione della data d’inizio dell’assicurazione presso l’IPCT dell’assicurato:

-  ≤ 31.12.1994: 2/3 rendita AVS massima;

-  ≥ 01.01.1995: 7/8 rendita AVS massima.

In caso di attività a tempo parziale la quota di coordinamento è ridotta proporzionalmente.

 

Avere di vecchiaia

L’avere di vecchiaia corrisponde al capitale di risparmio accumulato. Esso si compone:

-  della prestazione di libero passaggio acquista al 31.12.2012 (per chi era già assicurato all’IPCT);

-  degli accrediti di vecchiaia acquisiti calcolati sullo stipendio assicurato secondo la seguente tabella:     

  • dai 20 anni ai 34 anni                13%
  • dai 35 anni ai 44 anni                16%
  • dai 45 anni ai 54 anni                19%
  • dai 55 anni ai 65 anni                22%

-  di eventuali prelievi e apporti dopo il 31 dicembre 2012;

-  degli interessi calcolati sull’avere di vecchiaia acquisito al 31 dicembre dell’anno precedente.

 

Prestazione di libero passaggio

La prestazione di libero passaggio corrisponde all’importo più elevato tra:

-  l’avere di vecchiaia regolamentare;

-  l’importo minimo secondo l’art. 17 LFLP;

-  l’avere di vecchiaia obbligatorio secondo l’art. 15 LPP.

 

Tassi di conversione

È il coefficiente utilizzato per convertire l’avere di vecchiaia in rendita, alfine di stabilire la pensione di vecchiaia e la pensione d’invalidità. I tassi di conversione attuali sono i seguenti:

58 anni             5.30%                          62 anni             5.76%

59 anni             5.41%                          63 anni             5.89%

60 anni             5.52%                          64 anni             6.03%

61 anni             5.63%                          65 anni             6.17%

 

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia può essere chiesta a partire dalla fine del mese del compimento dei 58 anni fino a 65 anni. Per particolari motivi il pensionamento a 65 anni può essere differito al massimo fino a 70 anni.

Per stabilire la pensione di vecchiaia, l’avere di vecchiaia acquisito al momento del pensionamento viene moltiplicato per il tasso di conversione corrispondente (calcolato al mese esatto), tenendo conto del finanziamento del costo del supplemento sostitutivo AVS/AI a carico dell’assicurato.

Per gli assicurati beneficiari della norma transitoria è comunque garantito l’importo di pensione alle diverse età di pensionamento calcolato al 31 dicembre 2012. L’assicurato ha diritto all’importo più elevato fra quello previsto dal nuovo piano previdenziale e quello garantito dalla norma transitoria.

Per ogni figlio minorenne o, se in formazione o in invalidità, fino ai 25 anni di età al massimo, è riconosciuto un supplemento del 10% della pensione di vecchiaia.

Al momento del pensionamento è possibile ritirare del capitale per un massimo del 50% (a partire dal pensionamento a 60 anni se la pensione secondo la norma transitoria è superiore).

 

Supplemento sostitutivo AVS/AI

Il pensionato per vecchiaia ha diritto a un supplemento sostitutivo annuo fintanto che non percepisce una rendita AVS/AI, ma al più tardi fino a 65 anni per gli uomini e fino a 64 anni per le donne. Il supplemento sostitutivo è pari all’80% della rendita AVS massima.

-  Per chi beneficia della pensione di vecchiaia secondo il nuovo piano assicurativo: il supplemento sostitutivo AVS/AI è ridotto proporzionalmente al grado di occupazione medio degli ultimi 10 anni e agli anni di servizio mancanti al raggiungimento dei 35 anni di servizio. Per gli assicurati entrati nell’IPCT prima del 01.01.1995 gli anni di servizio sono rivalutati nella misura di 35 anni su 30 anni. Il supplemento sostitutivo AVS/AI è a carico nella misura del 100% dei datori di lavoro e degli assicurati.

-  Per chi beneficia della pensione di vecchiaia secondo la norma transitoria: il supplemento sostitutivo AVS/AI è ridotto proporzionalmente al grado di occupazione medio e agli anni mancanti al raggiungimento dei 40 anni di assicurazione. Il supplemento sostitutivo AVS/AI è a carico dell’IPCT nella misura del 25%, mentre il restante 75% è a carico dei datori di lavoro e degli  assicurati.

 

Pensione d’invalidità

La pensione di invalidità corrisponde all’avere di vecchiaia proiettato all’età di 65 anni (la proiezione avviene utilizzando l’ultimo stipendio assicurato e un tasso di interesse sull’avere di vecchiaia del 2%) moltiplicato per il tasso di conversione valido a quell’età (attualmente: 6.17%).

La pensione d’invalidità è temporanea e viene versata fino al compimento dei 65 anni. Dal mese successivo il compimento dei 65 anni la pensione d’invalidità viene sostituita da una pensione di vecchiaia calcolata sull’avere di vecchiaia effettivo a 65 anni (come se l’assicurato avesse continuato l’attività con l’ultimo stipendio assicurato e tenendo conto degli interessi effettivi) moltiplicato per il tasso di conversione valido a quell’età (attualmente: 6.17%).

Per ogni figlio minorenne o, se in formazione o in invalidità, fino ai 25 anni di età al massimo, vi è il diritto a un supplemento del 10% della pensione di invalidità.

 

Pensione vedovile

La pensione vedovile per il coniuge (o partner registrato) superstite corrisponde a:

-  In caso di decesso in servizio di un assicurato: 2/3 della pensione d’invalidità ipotetica del defunto;

-  In caso di decesso di un pensionato: 2/3 della pensione del defunto.

 

Pensione per orfani

La pensione per orfani corrisponde a:

-  In caso di decesso in servizio di un assicurato: 20% della pensione d’invalidità ipotetica del defunto;

-  In caso di decesso di un pensionato: 20% della pensione del defunto.

La pensione per orfani è erogata fino ai 18 anni o, se in formazione o in invalidità, fino ai 25 anni al massimo.

 

Capitale di decesso

In caso di decesso di un assicurato in servizio, senza diritto a prestazioni di riversibilità per i superstiti, è assegnato un capitale di decesso corrispondente al 50% dell’avere di vecchiaia in favore dei seguenti beneficiari:

a)  il convivente, se la convivenza è durata almeno 5 anni; in sua assenza:

b)  i figli che non hanno diritto a una pensione di riversibilità; in loro assenza:

c)  i genitori; in loro assenza:

d)  i fratelli e sorelle.

In caso di più beneficiari la ripartizione avviene in base al loro numero.

 

Contributo degli assicurati

Il contributo totale degli assicurati è dell’11.5% dello stipendio assicurato così suddiviso:

-  contributo ordinario:                 10.5%

-  contributo di risanamento:          1.0%

Si aggiunge inoltre la partecipazione a carico dell’assicurato del costo del supplemento sostitutivo AVS/AI tramite riduzione vitalizia della pensione base.

 

Contributo dei datori di lavoro

Il contributo totale dei datori di lavoro è dell’17.6% dello stipendio assicurato così suddiviso:

-  contributo ordinario:                 11.6%

-  contributo straordinario:             4.0%

-  contributo di risanamento:          2.0%

Si aggiunge inoltre la partecipazione a carico del datore di lavoro del costo del supplemento sostitutivo AVS/AI tramite versamento una tantum del contributo necessario.